Piani Formativi
Il Piano Formativo costituisce lo strumento attraverso il quale le linee generali di indirizzo programmatico vengono tradotte in interventi formativi strutturati.
L’attività di analisi della domanda e di rilevazione dei fabbisogni formativi, unitamente alla successiva fase di progettazione esecutiva, consente la definizione dei percorsi formativi (Progetti), da realizzarsi entro un arco temporale coerente con le specificità dei Beneficiari e dei Destinatari coinvolti, o che si intendono coinvolgere.
Ciascun Piano Formativo deve essere caratterizzato da completezza e chiarezza delle informazioni contenute, nonché da una puntuale definizione delle finalità e degli obiettivi che si intendono perseguire.
Progetti Formativi in cui si declina il Piano
I singoli Progetti Formativi che compongono l’articolazione del Piano Formativo dovranno avere una durata minima di 4 ore e massima di 80 ore. Potranno essere realizzati in edizione singola o in più edizioni (edizioni reiterate). Sono ammessi percorsi formativi di durata minima di 2 ore solo nel caso di percorsi obbligatori sulla sicurezza o comunque normati che non prevedono durata minima (Es. corsi di aggiornamento).
I percorsi formativi andranno progettati e realizzati secondo le indicazioni contenute nel Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.115 del 9 luglio 2024 e smi e gli esiti dei percorsi dovranno riferiti agli standard di qualificazione di cui all’art. 3 del decreto:
- Atlante del Lavoro e delle qualificazioni.
- Quadro comune europeo per la conoscenza delle lingue(QCER).
- Quadro comune europeo di riferimento per le competenze imprenditoriali (EntreComp).
- Quadro comune europeo di riferimento delle competenze personali, sociali e di apprendimento (LifeComp).
Gli standard di competenze stabiliti nell’ambito dell’indagine internazionale dell’OCSE-PIACC, per le competenze di Numeracy.
Tematiche prioritarie degli interventi formativi:
- Formazione continua in materia di sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro, con particolare riferimento alla tutela dell’integrità psico-fisica del lavoratore, nel pieno rispetto delle mansioni svolte e degli obblighi derivanti dall’incarico contrattuale. Tale ambito formativo considera in modo specifico i contesti lavorativi che, per loro natura, risultano maggiormente esposti a fattori di rischio e che richiedono pertanto l’adozione di procedure di sicurezza strutturate, anche in relazione all’impatto ambientale delle attività svolte.
- Formazione continua finalizzata all’aggiornamento e allo sviluppo delle competenze professionali, con attenzione sia al lavoratore nel suo complesso sia, in particolare, ai processi di innovazione e all’impiego di tecnologie avanzate. Rientra in tale area l’introduzione di metodologie, tecniche organizzative e pratiche orientate al miglioramento della produttività, volte a garantire un equilibrato rapporto tra livelli di performance e investimenti sostenuti.
- Formazione continua per l’allineamento e il rafforzamento delle competenze aziendali in materia di internazionalizzazione, con specifico riferimento a una prospettiva europeistica del mercato del lavoro e dei sistemi produttivi, al fine di assicurare un’effettiva capacità di posizionamento competitivo e di operatività nei più ampi contesti internazionali.
Tipologie di Piani Formativi
I Piani Formativi possono essere progettati con le seguenti tipologie:
a) Interaziendale: tipologia di Piano finalizzata a rispondere ai fabbisogni formativi comuni a una pluralità di imprese.
b) Settoriale: tipologia di Piano volta a soddisfare le esigenze formative di imprese non appartenenti a un medesimo gruppo societario, ma operanti all’interno dello stesso settore produttivo. Rientrano in tale categoria anche i Piani rivolti a più settori produttivi (Piani Intersettoriali), nonché i cosiddetti Piani “di Filiera”, nei quali risulta prevalente la dimensione settoriale.
c) Territoriale: tipologia di Piano destinata a rispondere ai fabbisogni formativi di imprese, anche afferenti a differenti settori produttivi, che operano all’interno di un medesimo ambito territoriale. In tale contesto, le Aziende Beneficiarie dell’intervento formativo possono essere riconducibili a un distretto industriale (Piano Territoriale Distrettuale) oppure a una specifica filiera produttiva (Piano Territoriale di Filiera).
Durata ed articolazione delle attività proposte
Durata Piano nel suo complesso
L’arco temporale complessivo massimo in cui realizzare tutte le attività previste nel Piano Formativo è di 12 (dodici) mesi.
Modalità formative ammesse
Sono ammissibili le seguenti modalità formative:
- sessioni d’aula (frontale e/o in remoto sincrona);
- Training on the Job;
- One to One;
- FAD asincrona/e-learning.
In ciascun Progetto in cui si articola il Piano Formativo è consentita l’adozione di più modalità didattiche, tra loro combinabili, nel rispetto delle disposizioni previste dal Manuale di Gestione.
Aula frontale e/o formazione a distanza sincrona (modalità espositiva)
Tale modalità è finalizzata all’acquisizione, da parte dei partecipanti, di conoscenze e competenze tecnico-specialistiche oggetto del percorso formativo, funzionali alla crescita individuale e professionale. In questo contesto, il docente riveste un ruolo centrale, in quanto responsabile della trasmissione dei contenuti didattici ai discenti attraverso il proprio patrimonio di conoscenze ed esperienze.
Training on the Job
Questa modalità formativa, pur rientrando nell’ambito più ampio della formazione di tipo frontale, se ne distingue in quanto orientata non solo all’acquisizione di conoscenze di base e professionali, ma anche allo sviluppo di uno specifico know-how, inteso come capacità operativa e competenza pratica nello svolgimento di compiti concreti (“saper fare”). Tale apprendimento avviene direttamente sul campo, mediante esperienze formative reali che consentono ai discenti di sperimentare, verificare, integrare e rielaborare le conoscenze acquisite, apprendendo attraverso l’attività lavorativa. La funzione di docente è svolta da un soggetto esterno specializzato o da un lavoratore esperto, e la formazione è rivolta ad almeno quattro discenti. Il Training on the Job si configura pertanto come una pratica lavorativa centrata sui compiti e fondata sull’esperienza diretta (“training by doing”) e non coincide con le esercitazioni di carattere teorico (ad es. casi studio, simulazioni), che rientrano nella modalità d’aula.
Formazione individuale (One to One)
La formazione individuale si caratterizza per un’elevata efficacia ed efficienza rispetto alle modalità formative collettive, in quanto consente un’interazione diretta e continua tra docente e discente e favorisce un’esperienza di apprendimento intensiva (full immersion), in grado di accelerare e ottimizzare i processi formativi. Tale modalità prevede l’erogazione di sessioni formative rivolte a un singolo lavoratore, rispondendo a fabbisogni formativi altamente specifici, particolarmente urgenti o che richiedono un elevato grado di flessibilità in termini di orari e frequenza.
Formazione a distanza asincrona (FAD/e-learning)
La formazione a distanza asincrona consente il trasferimento di conoscenze ed esperienze. Attraverso questa metodologia, l’apprendimento può assumere una dimensione sociale, superando la condizione di isolamento del discente, poiché le piattaforme digitali favoriscono la comunicazione e la condivisione dei contenuti, permettendo interazioni cooperative all’interno di gruppi di diversa ampiezza e promuovendo dinamiche relazionali e collaborative.

